L’Italia che compete. L’Italian Way of Doing Industry

Federico Butera e Giorgio De Michelis, Franco Angeli collana Organizzazione, Persone e Tecnologia, 2011.

Qual è la locomotiva del sistema produttivo italiano? Dopo la Fiat e l’Italsider degli anni Sessanta, dopo i distretti degli anni Ottanta, dopo il Made in Italy questo libro presenta un possibile what next: the Italian Way of Doing Industry.

Il programma di ricerca intervento promosso dalla Fondazione Irso e guidato da Federico Butera e Giorgio De Michelis si ispira ai molti significativi casi di imprese italiane che sembrano mantenere e rafforzare anche nella crisi la propria competitività. L’ipotesi illustrata in questo libro è che stia emergendo una Italian Way of Doing Industry, un modello socio-economico e un modello di impresa ancora allo stato embrionale diverso dai “castelli” industriali, dai distretti, dal “piccolo è bello”: una Italian Way frutto di un vigoroso processo bottom-up basato su imprese, organizzazioni e territori di nuova concezione, nuovi “crocevia territoriali di reti lunghe vitali”.

Tale  modello – se svelato, comunicato, discusso – può creare senso di sé, “contagiare” positivamente imprese, organizzazioni e territori, suggerire politiche di sviluppo appropriate. Un modello, però, ancora fragile che richiede interventi di ricerca e comunicazione, servizi reali alle imprese,  politiche economiche che oggi sono del tutto insufficienti.

Questo volume raccoglie i contributi di analisi e di proposte di un  brain trust composto da alcuni degli studiosi che più a fondo hanno studiato le imprese e il sistema produttivo italiano fra cui  Stefano Micelli, Daniele Marini, Riccardo Varaldo, Francesco Silva, Alessandro Sinatra, Fernando Alberti, Bruno Lamborghini  oltre che da alcuni alti dirigenti pubblici che curano le politiche di sostegno allo sviluppo come Giuseppe Tripoli, da alcuni imprenditori innovatori nelle loro imprese e nel loro settore come Elena Zambon, Michele Tronconi, Tiziana Rizzante.

Federico Butera presenta nel suo saggio conclusivo  ( pagg  159-185) un modello di analisi delle imprese dell’Italian Way  basato su cinque fattori caratterizzanti le imprese dell’Italian Way of Doing Industry.

Un primo fattore riguarda il posizionamento di mercato, ossia la capacità di collocarsi in mercati nuovi in cui la competizione non è alta, in mercati di nicchia, su fasi alte della catena del valore, su nuovi mercati portatori di bisogni primari, attraverso processi di internazionalizzazione socialmente compatibili.

Un secondo fattore di caratterizzazione riguarda le strategie di competere con i giganti multinazionali non andando sul loro terreno della produzione di massa ma sviluppando la capacità di concepire e realizzare strategie multiple con la prevalenza di focalizzazione, personalizzazione, valore sociale, internazionalizzazione.

Un terzo riguarda la capacità di inventare e gestire modelli organizzativi basati su reti organizzative estese originate sul territorio e organizzazioni vitali altamente adattive.

Un quarto fattore caratterizzante riguarda l’anima e l’identità dell’impresa cha ha valorizzato le capacità radicate nella storia dell’impresa e ha attivato uno scambio con i territori e il contesto globale.

Il quinto fattore è quel tipo di imprenditorialità che coniuga capacità di leadership industriale e capacità di attrarre capitali di rischio.

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