Storia di Irso

L’Istituto di Ricerca Intervento sui Sistemi Organizzativi venne fondato nel 1974 da Federico Butera nello stesso tempo in cui co-fondò l’International Council for Quality of Working Life insieme ad Eric Trist, Fred Emery, Louis E. Davis, Einar Thorsrud e altri studiosi e manager.

L’Istituto ha generato nel tempo centri di ricerca e società di consulenza.

Dal 1974 l’Istituto ha condotto progetti con le più grandi aziende e amministrazioni italiane. I rapporti più continuativi sono stati quelli con enti pubblici come INPS, Agenzia delle Entrate, Ministero della Pubblica Istruzione, Banca d’Italia, Dipartimento della Funzione Pubblica, e imprese come Telecom Italia, Enel, Poste Italiane, Fiat, Vodafone.

Fra i progetti più importanti di questi trentasette anni vi sono stati:

  • il passaggio dalla meccanica all’elettronica e le isole dell’Olivetti;
  • il nuovo Treno Medio della Dalmine;
  • il piano strategico dell’European Foundation for Living and Working Conditions;
  • la riorganizzazione della CPC/Cerestar in Italia e Germania;
  • il sistema di impresa rete della Fiat;
  • la riorganizzazione delle Coop di consumo;
  • il sistema professionale della Finsiel;
  • la riorganizzazione degli Uffici delle Entrate;
  • la riorganizzazione dell’Istituto Universitario di Venezia;
  • l’IFTS;
  • l’architettura della scuola dell’Autonomia della riforma Berlinguer;
  • il sistema di customer care della Vodafone;
  • il progetto Acropolis per il Dipartimento della Funzione Pubblica;
  • l’impresa integrale di Zambon;
  • la riorganizzazione degli Uffici Giudiziari della Lombardia (Tribunali e Procure di Milano, Monza, Brescia, Crema, Varese, Cremona, Corte d’Appello di Milano).

L’istituto si è via via arricchito di temi con l’ingresso di nuovi partner, e continua a farlo.

Si è occupato all’inizio principalmente di riprogettazione dell’organizzazione del lavoro e dei ruoli: gruppi di lavoro, team, riqualificazione delle mansioni, sviluppo dei ruoli professionali, organizzazione per processi, partendo dalla progettazione delle isole della Olivetti che Federico Butera aveva guidato. Sono di questi primi anni i progetti di ricerca-intervento che introdussero nuovi paradigmi di organizzazione e di lavoro: le “isole” e i “gruppi di lavoro autoregolati”; la “fabbrica automatica sotto controllo umano”; le “organizzazioni per processo”; gli “operatori di processo”; i “gruppi di miglioramento della qualità”, realizzati in un gran numero di imprese di tutti i settori.

Irso ha affrontato all’inizio anche il problema delle relazioni industriali nell’introduzione delle nuove forme di organizzazione del lavoro con Giuseppe Della Rocca.

Le nuove forme di macrostruttura e controllo direzionale sono state il campo introdotto da Adriano De Maio.

Con l’ingresso nell’Istituto di Giorgio De Michelis la ricerca si estende ai temi delle tecnologie di supporto alle professioni, ai gruppi di lavoro e alle comunità remote.

In quello stesso anno si unisce all’Istituto Sebastiano Bagnara, sui temi del rapporto uomo-computer e sull’interaction design.

Al Convegno di Venezia del 1988 – Technology, Organization and People Growth – oltre 50 studiosi internazionali presentano il loro lavoro a una vasta platea di manager e rappresentanti delle istituzioni riuniti nella Scuola di San Rocco. Federico Butera e Louis E. Davis (supervisor scientifico dell’Istituto) rilanciano internazionalmente lo studio della progettazione integrata di tecnologia e organizzazione.

Gianfranco Dioguardi, al convegno internazionale tenutosi a Camogli nel 1988, cui partecipano Williamson, Bagnasco, Imai, De Mattè, Sabel, Aldrich e altri, apre il filone degli studi sulle imprese rete e sulle reti di impresa a cui seguirà una serie di ricerche, studi e progetti.

Giulio Sapelli introduce in Istituto i temi della Corporate Culture e della responsabilità sociale dell’impresa.

Federico M. Butera attiva i temi della energia rinnovabile, della crescita sostenibile e dell’impatto ambientale, aprendo cantieri di progettazione congiunta di tecnologie energetiche rinnovabili e nuovi modelli di produzione e consumo.

In rapporto con il MIT, Federico Butera ed Emanuele Invernizzi intraprendono le ricerche sul profilo del management nella rivoluzione tecnologica che si avviava.

I temi del Service Management sono oggetto della collaborazione tra Federico Butera, Dario Barassi e Sergio Capranico, con ricerche e grandi progetti come quelli nelle cooperative di consumo.

All’inizio degli anni Novanta si avvia il progetto di unificazione degli Uffici delle Entrate, un programma di cambiamento integrato di organizzazione, tecnologia, persone, cultura nella Pubblica Amministrazione, a cui lavorano Federico Butera, Maurizio Carbognin e altri.

Gli anni Novanta offrono un terreno straordinario di analisi e di progettazione di nuovi sistemi di CRM, ossia di sistemi integrati di tecnologia, organizzazione e persone centrati sulla relazione con il cliente. Sono di questi anni gli interventi di sviluppo dell’organizzazione e delle professioni nei call center delle grandi società di TLC, ispirati da Sebastiano Bagnara, Federico Butera, Maurizio Mesenzani.

A metà degli anni Novanta, l’Istituto ritorna sui problemi del lavoro qualificato e lancia i temi dei professionisti d’azienda e dei knowledge worker in ricerche e in numerosi progetti pionieristici in aziende di TLC, IT, energetiche, e in Pubbliche Amministrazioni. A valle viene svolto il primo Forum multicliente sulle Alte Professionalità, con il contributo di studiosi come Nitin Nohria, Michel Crozier e Stephen Barley.

Con il contributo di Massimo Saita l’Istituto avvia un importante progetto sui sistemi di pianificazione e controllo.

Inizia contemporaneamente il filone dei progetti europei di studio e progettazione in consorzio con grandi enti di ricerca e grandi imprese sui temi della qualità della vita di lavoro e del knowledge management.

Giorgio De Michelis guida una serie di progetti europei per la costruzione di prototipi di sistemi a sostegno del lavoro cooperativo: Klee&Co (Knowledge and Learning Environments for European & Creative Organizations) e Milk (Multimedia Interaction Learning and Knowing), una base dalla quale egli avvia, nel 2008, il progetto della nuova workstation italiana itsme.

Roberta Morici, negli anni Duemila, elabora un filone di programmi di sviluppo e formazione manageriale basati su Learning Tour all’estero per i dirigenti di importanti aziende italiane e di Pubbliche Amministrazioni, che hanno come oggetto le best practice internazionali, per l’attuazione di progetti di innovazione.

Paolo Perulli, che aveva avviato con l’Istituto progetti di pianificazione strategica territoriale a Verona, Pesaro, Mantova, introduce nel 2008 la ricerca sul Nord, cui partecipa un prestigioso ed esteso comitato scientifico fra cui spiccano i nomi di Arnaldo Bagnasco, Piero Bassetti, Roberto Camagni, Angelo Pichierri, Lanfranco Senn, Francesco Silva e altri.

Gianfranco Rebora e Federico Butera organizzano nel 2008 un grande convegno sul change management con Erhard Friedberg e Dario Romano.

Bruno Dente e Federico Butera conducono tra il 2007 e il 2009 la ricerca per un programma italiano di promozione del cambiamento organizzativo, denominato Acropolis.

Tra il 2009 e il 2011 Federico Butera e Maurizio Carbognin conducono il progetto InnovaGiustizia, un ampio programma di riorganizzazione e change management degli Uffici Giudiziari della Lombardia (Tribunali e Procure di Milano, Monza, Brescia, Varese, Crema, Cremona e Lecco) in Rti  con Fondazione Politecnico, Fondazione Alma Mater, Certet Bocconi, Lattanzio e Associati e Ernst & Young.