| Storia di Irso |
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Il nuovo programma della Fondazione affronta i problemi attuali della società italiana ma ha un cuore antico.
L’Istituto ha conservato dal 1974 sempre la propria identità giuridica e culturale. L’approccio della ricerca intervento ha caratterizzato quasi tutti i progetti. Esso ha generato molte società di consulenza e ha promosso centri di ricerca nelle università e nelle grandi organizzazioni.
L’Istituto si occupò all’inizio principalmente di riprogettazione dell’organizzazione del lavoro e dei ruoli, partendo dalla progettazione delle isole della Olivetti che Federico Butera aveva guidato. Sono di questi primi anni i progetti di ricerca intervento dell’Istituto che conseguivano forti miglioramenti introducendo nuovi paradigmi di organizzazione e di lavoro: le “isole” e i “gruppi di lavoro autoregolati”; la “fabbrica automatica sotto controllo umano”; le “organizzazioni per processo”; gli “operatori di processo”; i gruppi di miglioramento della qualità, in un gran numero di organizzazioni, realizzati in un gran numero di imprese. Le nuove forme di macrostruttura e di controllo direzionale supportato dalle tecnologie informatiche sono il fronte su cui si estende l’attività dell’Istituto dagli inizi degli anni ’80, su impulso di Adriano De Maio.
Con l’ingresso nell’Istituto di Giorgio De Michelis la ricerca si estende ai temi delle tecnologie di supporto alle professioni, ai gruppi di lavoro e alle comunità remote. In quello stesso anno si unisce all’Istituto Sebastiano Bagnara, che apporta i risultati degli studi suoi e dei suoi allievi sul rapporto uomo-computer e sull’interaction design. Al convegno di Venezia del 1988 – Technology, Organization and People Growth – alla Scuola di San Rocco si rilancia internazionalmente lo studio della progettazione integrata di tecnologia e organizzazione. Al convegno internazionale tenutosi a Camogli nel 1988 – cui parteciparono Williamson, Bagnasco, Imai, De Mattè, Sabel, Aldrich – Gianfranco Dioguardi e Federico Butera aprono il filone degli studi sulle imprese rete e sulle reti di impresa a cui seguirà una serie di ricerche, studi e progetti. Giulio Sapelli introduce in Istituto i temi della Corporate Culture e della responsabilità sociale dell’impresa e crea un ponte fra studi organizzativi e studi di storia dell’impresa. Federico M. Butera, sui temi della energia rinnovabile, della crescita sostenibile e dell’impatto ambientale, introduce la progettazione congiunta di tecnologie energetiche e di nuovi modelli di produzione e consumo. Mario Bolognani, alla fine degli anni ’80, per un breve periodo si unisce al gruppo approfondendo lo studio delle tecnologie dell’informazione come fattore di organizzazione (la socio-informatica). In rapporto con il MIT, Federico Butera ed Emanuele Invernizzi intraprendono le ricerche sul profilo del management nella rivoluzione tecnologica che allora si avviava. Lo sviluppo della società dei servizi porta ad approfondire i temi del Service Management attraverso la collaborazione tra Federico Butera, Dario Barassi e Sergio Capranico, con ricerche e larghi progetti .
All’inizio degli anni 90 si avvia il progetto di unificazione degli Uffici delle Entrate, un programma di cambiamento integrato di organizzazione, tecnologia, persone, cultura.
Gli anni ’90 offrono iniziano progetti anticipatori di analisi e di progettazione di nuovi sistemi di CRM, ossia di sistemi integrati di tecnologia, organizzazione e persone centrati sulla relazione con il cliente. A metà degli anni ’90 l’Istituto ritorna sui problemi del lavoro qualificato e lancia i temi dei professionisti d’azienda in ricerche e in progetti pionieristici. A valle viene svolto il Forum Multicliente sulle Alte Professionalità, con il contributo di studiosi come Nitin Nohria, Michel Crozier e Stephen Barley. De Michelis guida progetti europei per la costruzione di prototipi di sistemi a sostegno del lavoro cooperativo: Klee&Co e Milk ,una base dalla quale egli avvierà nel 2008 il progetto della nuova workstation italiana itsme. La riflessione sulla natura dell’impresa minore si intensifica: responsabilità sociale, cooperative, non profit, piccola e media impresa, in ricerche e progetti con Massimo Saita, Maurizio Carbognin e altri. Alla fine degli anni ’90 i temi del cambiamento della Pubblica Amministrazione sono oggetto della più estesa ricerca intervento, il programma PICTO, sulla organizzazione del sistema scolastico italiano.
I programmi di pianificazione strategica delle città vengono guidati da Paolo Perulli a Pesaro, Verona e Mantova. Negli ultimi anni Maurizio Catino sviluppa le problematiche della gestione dell’inaspettato e delle organizzazioni ad alta affidabilità, studiando in particolare le problematiche dei grandi rischi e, con Sebastiano Bagnara, quelle del rischio clinico. Si svolgono interventi più ampi nelle imprese, nei territori, nelle Pubbliche Amministrazioni adottando l’approccio del change management strutturale, ossia un metodo di partecipazione strutturata di team misti di dirigenti e consulenti per lo sviluppo di soluzioni organizzative, per la gestione di processi di cambiamento e per l’empowerment dei gruppi dirigenti e dei lavoratori Per la comunità scientifica i lavori di Irso sono spesso diventati occasione per focalizzare il dibattito teorico nelle discipline dell’organizzazione. Per il mondo dei manager, dei professionisti dell’organizzazione, degli operatori istituzionali, dei consulenti, tali lavori sono stati un veicolo di diffusione di una cultura dell’organizzazione, del lavoro e del cambiamento che è risultata innovativa, strumentata e applicabile. Per le organizzazioni che li hanno commissionati essi sono stati spesso l’occasione per ricavare un vantaggio competitivo dall’adottare per prime soluzioni che altri hanno introdotto dopo molti anni. La documentazione di questi lavori rappresenta il patrimonio dell’Istituto, nonché un patrimonio pubblico del Paese, depositato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e a disposizione di studiosi e manager e sottratto ad ogni appropriazione privata. |



